MUVI, Museo Virtuale (www.muvilo.it), nasce nel 1999. E’ un museo on line che raccoglie il patrimonio di immagini che, per definizione, è il più disperso: quello posseduto dalle famiglie. Naturalmente molte imagini e storie connesse riguardano il tema del lavoro.
Leggiamo dall’introduzione: “Si potrebbe pensare a un museo 'fisico', fatto di piani e corridoi, nel quale esporre decine di migliaia di immagini? L'impossibilità di questa soluzione ci è sembrata un presupposto fondante di MUVI.
Questo patrimonio può essere efficacemente consultato solo se esso entra nelle case attraverso Internet.
Perché consultarlo significa guardare con attenzione tante immagini, leggere lunghe didascalie, leggere molte storie che dalle immagini nascono e ci vengono raccontate.
Consultarlo significa anche poterlo fare, con semplicità, più volte, ritornarvi nel tempo, perché MUVI cresce ogni anno di qualche migliaio di immagini. Già alla fine del 1999 MUVI ha ricevuto il riconoscimento da parte dell'UNESCO come un modello per l'uso del multimedia nel campo della conservazione del patrimonio culturale.”

“Il territorio e la gente cui MUVI si rivolge sono quelli della Lombardia.
In questa scelta vi è certamente una ragione tecnica:
una estensione territoriale più ampia richiederebbe strutture redazionali che, almeno per il momento, non sono alla portata dei budget della nostra casa editrice. Ma vi è anche un'ulteriore esigenza, connessa a ragioni culturali: MUVI vuole coinvolgere la gente alla costruzione di questa memoria, e il fattore territoriale, cioè la condivisione di alcune fondamentali storie condivise, legami comuni, vicinanze di luoghi praticati per tante ragioni, costituisce un fattore emotivo rilevante nel successo dell'impresa”.
La strana
storia del BZ
Cercatori d’oro
Alessandro
Moreschi
alla corte
del Maraja
Rosina
Ferrario,
la prima
aviatrice
italiana
Tarcisio
Vergani,
il massaggiatore
di Coppi