Martha Moore, sposata Ballard, nasce nel 1735, fa la levatrice e a cinquant'anni comincia a registrare ordinatamente e con costanza gli avvenimenti che coinvolgono la piccola comunità di pionieri stanziata sul fiume Kennebec, nel Maine e ci lascia così un diario. I dieci capitoli, che compongono il volume, affrontano aspetti diversi della vita di Martha Ballard dalle sue conoscenze mediche, alla produzione di tessuti, alle consuetudini matrimoniali, alle questioni religiose, ai rapporti di vicinato. Ampi stralci del diario precedono le pagine esplicative, che permettono di inquadrare e contestualizzare i fatti e le condizioni descritte.Numerose sono le mappe disegnate da Ephraim Ballard, che consentono di seguire gli spostamenti continui della levatrice e in appendice sono riportati tutti gli ingredienti medicinali citati nel diario. Nella massa di notazioni, elenchi di attività, di nascite e incontri, riscontri di debiti o crediti, che riempiono le pagine, la storica riesce a ricostruire e ad offrirci in modo vivace e vibrante, la vita di Martha e di quel mondo fitto di relazioni e di scambi che, dal suo osservatorio privilegiato di levatrice poteva cogliere.
Nel suo studio, la Thatcher Ulrich sottolinea come nei diari di una donna emerga sia il lavoro e il pensiero femminile che quello maschile, mentre analizzando negli stessi anni gli scritti degli uomini della stessa regione, compaia solo la visione e la politica maschile, le donne sono invisibili. Daniel Cony, il più famoso medico del Kennebec, in una relazione di ostetricia non menziona levatrici nè presenze femminili; si sarebbe indotti a pensare che i medici nel 1787 in quell'area avessero già soppiantato le levatrici, mentre nello stesso anno Martha scrive di aver assistito a 60 parti, e non era l'unica levatrice della zona. William Howard, commerciante, nei libri mastri riporta i prodotti dell'economia maschile: "se ne potrebbe dedurre che nel Kennebec le donne, a parte il lavoro domestico fossero totalmente improduttive e non avessero un ruolo nella vita economica del paese. " È invece con il diario di Martha che sappiamo quale è la fine dei semi di lino che vengono venduti in quantità alle famiglie. Martha, le sue figlie, le vicine di casa, seminavano, mietevano e lavoravano il lino fino a produrre tessuto; tutto è meticolosamente registrato nel diario: le spezie e il brandy, chiaramente
provenienti dai traffici mercantili, e i cavoli o le candele che passano di mano, frutto di una produzione domestica. (note tratte dalla recensione di Marina Santini). A Martha Ballard e al suo diario è dedicato il sito www.dohistory.org
Laurel Thatcher Ulrich,
La storia di una levatrice. La vita di Martha Ballard dal suo diario (1785-1812)
trad.it. Laura Noulian, ed. Guanda, Parma, 1994